Johann Sebastian & Carl Philip Emanuel Bach
Solo pour la flûte traversière

Johann Sebastian Bach
Solo pour la flûte traversière
[Partita in a minor] (BWV 1013)
1 Allemande (7’25”)
2 Courante (4’39”)
3 Sarabande (6’02”)
4 Bourrée Anglaise (3’41”)

Carl Philipp Emanuel Bach
Sonata in a minor (H.562/W.132)
5 Adagio (4’00”)
6 Allegro (5’43”)
7 Allegro (5’08”)

Johann Sebastian Bach
Sonata in C major (BWV 1033)
8 Andante-Presto (1’45”)
9 Allegro (3’07”)
10 Adagio (2’07”)
11 Minuetto I e II (2’56”)

Enrico Di Felice flauto traversiere
(G. Tardino after J.M. Hotteterre 1700 ca)
Registrazione 1° aprile 2007
Cagliari - Chiesa di Santa Maria del Monte

 

 

 

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J.S.Bach - Bourrèe Anglaise dalla Partita in La minore BWV 1013
Estratto/Dur.: 58"

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Johann Sebastian Bach
Solo pour la flûte traversière
[Partita in a minor] (BWV 1013)
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Carl Philipp Emanuel Bach
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Johann Sebastian & Carl Philip Emanuel Bach
Solo pour la flûte traversière

L’interesse per il traversiere dei componenti della famiglia Bach fu assolutamente innegabile.

In particolar modo, Johann Sebastian Bach e il figlio Carl Philipp Emanuel, ebbero modo di dedicare a questo strumento pagine di valore assoluto ed è importante sottolineare come i percorsi creativi di queste due straordinarie figure, nel caso del flauto, furono allora in parte sovrapposti e, oggi, presentano dei confini che spesso si confondono.

Questo ragionamento è particolarmente evidente per la Sonata in do maggiore BWV 1033, di cui non si hanno delle fonti particolarmente attendibili, e la cui paternità è sempre stata assai controversa. Nel 1979 le teorie di Robert Marshall ci hanno convinto che tale brano sia stato concepito da Johann Sebastian come una sonata per flauto solo e che, in seguito, Carl Philipp Emanuel vi abbia aggiunto una parte di basso continuo. Al di là della sicura autorevolezza della fonte, abbiamo tanti motivi per accettare una simile tesi e vogliamo credere anche all’idea che Johann Sebastian abbia voluto scrivere la Sonata in do maggiore come pendant ideale della Partita in la minore BWV 1013.

Quest’ultima composizione che, in origine, portava il titolo di Solo pour la flûte traversière, si può facilmente accostare alle altre composizioni scritte da Johann Sebastian per uno strumento solo. Come nelle Sonate e Partite per violino, anche qui sono presenti quegli elementi di sfida estrema … lo strumento proiettato totalmente verso la musica, oltre i limiti fisici dello strumento e quelli tecnici dell’esecutore. Certo, la scrittura per flauto non sarebbe mai potuta essere densa come quella per violino, ma la Partita BWV 1013 rappresentava, intorno al 1718, la frontiera più avanzata del traversiere ancora abituato, in quegl’anni, ad un idioma sempre molto tranquillo e garbato, che, nel caso di questa composizione bachiana, ritroviamo solo nella Sarabanda.

Ben altro idioma ritroviamo nella Sonata in la minore WOT 132 che Carl Philipp Emanuel Bach pubblicò nel 1763. Il repertorio dedicato al flauto dal Bach amburghese, a quanto ci consta, va dal 1739 al 1788 e, nell’arco di quei quarant’anni, ci illustra in maniera davvero esaustiva la straordinaria evoluzione espressiva e tecnica del traversiere nell’ambito della musica barocca.
La scrittura di quest’opera ben si adatta all’indole musicale di Carl Philipp Emanuel, sempre protesa verso confini espressivi ben oltre le consuetudini dell’epoca. In modo particolare, nell’Adagio iniziale, una sorta di lunga cadenza giocata su grandi contrasti dinamici e su uno straordinario rapporto suono/silenzio, ritroviamo quell’impeto emotivo che spesso caratterizza la musica di questo compositore.

Il repertorio bachiano per flauto solo è, almeno per chi ha dedicato la propria vita a questo strumento, è l’essenza estrema della musica. E’ difficile immaginare quale sia stata la scintilla creativa capace di generare un terreno tanto fertile in cui, al di là della nostra ostinata devozione alla filologia, allo strumento antico (o moderno), troviamo uno spazio ineguagliabile dove far crescere la nostra sensibilità e la nostra fantasia per scoprire, tutti i giorni, musica mai scritta e mai suonata.

Enrico Di Felice

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