Ludwig van Beethoven
Serenata op.8 - Serenata op.25

Serenata in re maggiore op. 8
per violino, viola e violoncello

1 Marcia (Allegro)
2 Adagio
3 Menuetto (Allegretto)
4 Adagio - Scherzo
(Allegro molto, Adagio, Allegro molto, Adagio)
5 Allegretto alla Polacca
6 Thema con Variazioni, Andante quasi allegretto
7 Marcia (Allegro)

Serenata in re maggiore op. 25
per flauto, violino e viola

8 Entrata (Allegro)
9 Tempo ordinario d’un minuetto
10 Molto allegro
11 Andante con variazioni
12 Allegro scherzando e vivace
13 Adagio
14 Allegro vivace e disinvolto

Trio d’archi di Cagliari
Attilio Motzo violino - Dimitri Mattu viola - Oscar Piastrelloni violoncello

Enrico Di Felice flauto

Recorded in Cagliari, Italy - Museo dell’Arciconfraternita dei Genovesi - October 2008
Engineered and edited by EDF studio

 

 

 

Ludwig van Beethoven
Serenata op. 8
Serenata op. 25

Trio d’archi di Cagliari
Violino: Attilio Motzo
Viola: Dimitri Mattu
Violoncello: Oscar Piastrelloni

Flauto: Enrico Di Felice

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Polacca - Serenata op. 8
Dur.: 1'08"

Allegro vivace e disinvolto
Serenata op. 25

Dur.: 1'03"

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Costo € 14,00 + s.s.

 

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Serenata op.8 - Serenata op.25
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Ludwig van Beethoven
Serenata op.8 - Serenata op.25

A differenza di tanti suoi contemporanei, Beethoven non ebbe fretta di pubblicare le sue prime composizioni (1782-1792), e questo perché intendeva portare alla conoscenza del pubblico solo opere profondamente pensate.

Convinto che la musica fosse un'arte troppo importante per essere destinata al solo intrattenimento, egli ne cambiò radicalmente la funzione, se non addirittura la natura, e avrebbe così creato una nuova concezione dell'artista, per il quale la musica viene dalla sua stessa anima e la esprime totalmente.

Esteta rivoluzionario, le sue prime opere furono frutto di una lenta maturazione al termine di anni di apprendistato in cui la pratica delle partiture (organista del coro di Bonn a 14 anni, nonché maestro accompagnatore a teatro) avrebbe contato molto più per la sua formazione piuttosto che le teorie insegnate da maestri a volte di dubbia competenza. Quando si recò a Vienna nel 1792 per proseguire gli studi, il giovane Beethoven esprimeva già un linguaggio musicale così personale e così poco rispondente alle norme tradizionali che venne ritenuto un allievo di poca docilità: il tratto che caratterizzerà tutta la sua attività compositiva è quello di creare le sue proprie strutture, reinventando di conseguenza tutta la musica del XIX secolo e oltre.

Il primo decennio del suo soggiorno a Vienna fu segnato da una lunga serie di successi professionali: prima stimato come virtuoso esecutore, poi apprezzato anche come compositore, qualità che gli fecero guadagnare l'accesso ai salotti delle famiglie più in vista con opere come la Serenata op. 8, i Trii per archi op. 9 e il Settimino op. 20.

La Serenata op. 8 in Re maggiore (1797), sorridente omaggio alle musiche notturne dell'epoca, non è tuttavia un'opera priva di sorprese. Una Marcia gioiosa, alla quale si frappongono dei riferimenti al Saltarello, prelude alla Serenata propriamente detta: l'Adagio in cui il tempo sembra aver abolito ogni traccia di consequenzialità, tanto il canto dei tre strumenti, raddoppiandosi, rilasciandosi, fondendosi talvolta in un discorso unico, crea un movimento che nutre del suo flusso i temi ritmici e melodici in un costante rinnovamento.

Il Minuetto, incisivo e malizioso, contaminato da temi popolari, contrasta con il suo Trio, leggero e di carattere fondamentalmente galante. Il tema del successivo Adagio, che guarda al Romanticismo di fine secolo, viene interrotto da un frenetico Scherzo. Alla ripresa dell'Adagio l'aria si tinge di risonanze più profonde, più dolorose, inattese come lo sono i silenzi e i rallentandi che per due volte ancora introducono, seppur smorzando, alle ultime misure i ritmi dell' Allegretto alla Polacca condotta con brio dal violino solo alternato, nella fase centrale, da un brillante assolo del violoncello.

L' Andante quasi allegretto varia con conduzione alternata dei tre strumenti un tema di grande serenità, in cui alcuni hanno ritenuto di incontrare influenze di Gluck, che però viene intramezzato bruscamente da un Allegro dagli accenti vivaci e incisivi. Dopo la ripresa il tema sembra dissolversi nell'aria: ci si immaginerebbe un finale poetico, ma ecco che ricompare la Marcia iniziale che chiude in maniera sorprendente questa “festa galante”.

Beethoven scrisse numerosi brani per strumenti a fiato in diverse combinazioni. La Serenata per flauto, violino e viola in Re maggiore op. 25 fu composta tra il 1795 e il 1796; nell'estate del 1802, la versione originale della Serenata, il cui manoscritto è purtroppo andato perduto, venne pubblicata dall'editore Cappi a Vienna, e riscosse un tale successo che nel dicembre del 1803 le case editrici Hoffmeister e Kühnel di Lipsia ne approntarono una riduzione per flauto e pianoforte realizzata probabilmente da Ferdinand Ries (1784-1838) o da Franz Xaver Kleinheinz (1765-1832) e corretta dallo stesso Beethoven prima della pubblicazione.

Ci troviamo di fronte alla scelta di un organico insolito, dal momento che manca un vero e proprio strumento basso, che sia ad arco o fiato, e per via di questa scelta la tessitura si protende inevitabilmente verso l'acuto. La struttura libera, in sette movimenti, e il carattere leggero e spontaneo fanno sì che questa serenata risenta notevolmente degli influssi del divertimento settecentesco. Un primo riferimento agli antichi divertimenti lo abbiamo nell'Entrata, introdotta dal flauto che saltella sulle note dell'accordo spezzato di Re maggiore, che per il suo carattere baldanzoso rievoca la marcia che accompagnava l'ingresso dei suonatori. Seguono poi un Minuetto con due Trii, il primo dei quali eseguito solo da violino e viola, un Allegro molto, che a dispetto dell'indicazione di tempo ha comunque un andamento alquanto ameno, e un Andante con variazioni, il cui tema venne poi successivamente pubblicato come brano vocale autonomo. Il movimento successivo si sviluppa su un ritmo puntato che, dopo la parentesi dell'Adagio, sfocia nel travolgente finale.

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